Il Santuario della Madonna di Montevergine

Sito ufficiale del Santuario: http://www.montevergine.org

E' situato nel massiccio montuoso del Partenio (m. 1270 sul liv. mare) al limite occidentale della vallata irpina, quasi a guardia della città di Avellino, capoluogo della provincia.

Nei primi decenni del scc. XII, salì su questa montagna un giovane pellegrino, Guglielmo, di Vercelli. Si proponeva di pellegrinare nella Palestina. Ma il Signore gl'indicò l'Irpinia come campo del suo apostolato. Eresse sul monte una Chiesa in onore della Madre di Dio e diede vita ad una nuova famiglia religiosa.

Dopo aver seminato di sue Case quasi tutta l'Italia meridionale, chiuse la sua vita nel Monastero di S. Salvatore del Goleto, in territorio di S. Angelo dei Lombardi (Avellino), nell'anno 1142. I suoi resti mortali ritornarono a Montevergine ai primi di settembre del 1807 e riposano nella Cripta della nuova Chiesa dedicata al suo nome.

 

 

Al Santuario, meta di numerosi pellegrinaggi da ogni parte d'Italia, durante tutto l'anno, e in modo massiccio nei mesi estivi, si accede attraverso una comodissima Strada rotabile e una moderna funicolare.

 

 

 

  

 

 

La strada rotabile (Nazionale turistica dal 1949) si snoda su un percorso poco più di 11 Km da Ospedaletto. Molto comoda, con un piano stradale sufficientemente largo e completamente asfaltato.La funicolare copre la salita da Mercogliano - Viale S. Modestino, in sette minuti, e porta a 300 metri dal Santuario. Ad una cinquantina di metri dal Santuario si incontra  il Ristorante Albergo del Romito, mentre durante il percorso da Ospedaletto vi si trovano alcuni rinomati punti di ristoro, che possono offrire, a chi lo desideri, ospitalità e ristoro (vedi pagine  interne del sito del Comune di Ospedaletto).

All'estremo limite ovest del piazzale si entra nella nuova grandiosa Basilica. La costruzione, opera dell'arch. romano Florestano di Fausto, iniziata nel 1952 dall'impresa edile Angrisani di Salerno, fu aperta al culto nel giorno dell'Ascensione del 1961. E' in stile romanico modernizzato, a tre navate (m. 54 x 25). Nella sua dignitosa semplicità e purezza di linee architettoniche è un vero monumento di fede e di arte.       In fondo alla navata centrale, sotto il triburio, si apre l'ampio Presbiterio, fiancheggiato in alto da due mastronei e dal nuovo maestoso organo. Sotto il semplice moderno Coro in legno di noce e radica di olivo. Addossato alla parete di fondo, s'innalza il nuovo monumentale Trono dove è stata traslata la taumaturga Immagine della Madonna.    Essa è una bellissima pittura, su due tavoloni di pino (m. 4,60 x 2,38), della fine del sec. XIII: una delle più belle immagini di Madonne italiche. Si discute ancora dell'autore dell'opera. Montano d'Arezzo e Pietro Cavallini se ne contendono la paternità, nelle più o meno dotte ricerche e disquisizioni storiche e artistiche.

La tavola è stata restaurata a cura della Sovrintendenza ai Musei e alle Gallerie di Napoli. L'immagine è stata liberata dalle sovrastrutture metalliche del sec. XVIII e ora si può ammirare in tutta la purezza delle originali linee pittoriche.Al Santuario, meta di numerosi pellegrinaggi da ogni parte d'Italia, durante tutto l'anno, e in modo massiccio nei mesi estivi, si accede attraverso una comodissima Strada rotabile e una moderna funicolare.

 

Il Trono, si compone di marmi pregiati policromi, antichi e moderni, e di statue e bassorilievi di bronzo, su uno sfondo di mosaico monocromo opera di G. Hajnal.

L'ANTICA BASILICA.     Attraverso due passaggi, a destra e a sinistra, in fondo alle navate laterali della nuova Chiesa, si accede all'Antica Basilica, artisticamente e storicamente molto interessante, che perciò, s'è voluta conservare intatta, con la sola perdita della navata sinistra.   L'architettura è della prima metà del sec. XVII, dopo che l'antica Chiesa, ampliata dal b. Giovanni I, abate di M.V., era crollata nel 1629. Fu iniziata dall'ab. Danuscio e terminata nel 1645 dall'ab. Giordano, su disegni dell'arch. napoletano G. Giacomo Conforti.

L'Organo, col sontuoso prospetto dell'arch. Benvenuto, fu costruito nel 1896 dalla rinomata Ditta Zene Fedeli di Foligno. Fu e rimane uno dei primi organi liturgici, secondo le nuove norme della Chiesa.

Degni di nota:

- il Baldacchino, in mosaico di stile cosmatesco del sec. XIII, a due ordini di colonne, ricavato dagli avanzi dell'antico Baldacchino dell'Altare Maggiore;

 

 

- il Tabernacolo bellissimo lavoro del sec. XV;

- l'Altare Maggiore in mosaico fiorentino, di molto pregio, con intarsi di materiali preziosi (agata, madreperla, lapislazzuli, ecc.).

 

Sedia Abbaziale (sec. XIII); un capolavoro d'intaglio.

 

IL MUSEO.    

Dal Portone d'ingresso del Monastero (foto a lato) si entra nel Chiostro interno. Il primo lato è occupato dal museo, con alcune interessantissime opere d'arte tra le quali degne di nota:

Tomba romana dell'età imperiale (III o IV sec. d.C.).  Bell'esempio di eleganza classica nelle severità delle linee.

Sala Grande.   In alto, sulla parete, la Madonna di S. Guglielmo (seconda metà del sec. XII).  Mirabile e significativa opera pittorica, giustamente rinomata nella storia dell'arte.Nella parete maggiore a destra, Crocifisso ligneo (sec.XIII), opera di autore ignoto si scuola francese, di meravigliosa fattura.

MOSTRA PERMANENTE DEL PRESEPIO NEL MONDO.

La mostra del Presepio comprende una ricca serie di Presepi di varie regioni d'Italia e di altre nazioni del mondo.  Ha trovato posto in diversi stands ricavati dai locali delle antiche vasche dell'acqua piovana, necessaria, fino alla costruzione dell'acquedotto, ai bisogni più elementari della comunità e dei pellegrini.

Basta una visita attenta ai vari stands per soddisfare la naturale curiosità e riportare profondo compiacimento.

PALAZZO ABBAZIALE DI LORETO. (a Mercogliano)

Prende il nome di Loreto, perchè fu costruito sul luogo dove, nell'età pagana, fioriva un bosco di lauro, sacro ad Apollo. L'attuale Palazzo, costruito in luogo dell'antico quasi completamente distrutto da un forte terremoto nel 1732, fu iniziato dall'abate Federici nel 1733 e portato a termine nel 1749 sotto il governo dell'abate Letizia. Serviva come residenza abbaziale, oltra all'antico castello di Mercogliano.

l'archivio del Loreto

un angolo della farmacia

L'originario disegno e progetto si devono a Domenicantonio Vaccaro, pittore, scultore e architetto di gran valore del sec. XVIII.

l'originale architettura conserva: 1) la farmacia con una collezione di vasi di maiolica; 2) l'archivio ricco di circa 7.000 pergamene ed altrettante filze di carte; 3) la biblioteca con 150.000 volumi che negli ultimi anni è stata aperta al pubblico ed ha assunto il carattere di un aggiornato e funzionale istituto di cultura.

NOTIZIE UTILI: altezza sul mare m. 1270

Tel.: Santuario +39 0825 7.29.24 - Loreto +39 0825 78.71.50
Fax: +39 0825 75.60.74

E-Mail: info@montevergine.org

 

Mamma Schiavona, la prima icona di Maria. Presentato ad Ospedaletto il video che sostiene l'ipotesi storico-artistica di Margherita Guarducci. (art. Corriere dell'Irpinia)

Due giorni di Convegno a Bologna su Mammma Schiavona


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